La giornata di un Mezzalama perfetto

Edizione 19 sopra le aspettative per tutti

E’ stato uno dei migliori Mezzalama da quando il Trofeo è rinato nel 1997.  Gli elementi del successo sono stati soprattutto il meteo, con le relative condizioni della neve, e il mix tra la capacità organizzativa e il fair play dei concorrenti.  

IL METEO –
La giornata ha risarcito con gli interessi le complicazioni che avevano costretto il c.o. al rinvio. Clima perfetto, non una nuvola, cielo sereno già nella notte e temperature fresche, e quindi anche un manto nevoso in ottimo stato per tutta la durata della gara fino agli ultimi passaggi. Un plus di fortuna, a fronte degli enormi problemi provocati nell’ultimo periodo.  

L’ORGANIZZAZIONE –
Si sono toccati con mano gli ulteriori passi avanti, rispetto a un passato già notevole. I problemi verificatosi nelle ultime edizioni, primo fra tutti gli incolonnamenti sui gradini del Castore, sono stati  risolti. Il maltempo degli ultimi dieci giorni ha aiutato, incollando neve sui pendìi ghiacciati che altrimenti avrebbero potuto essere affrontati solo con i famosissimi ramponi in acciaio e comunque dopo una gradinatura non facile.  

I CONCORRENTI –
Resta, e vuole essere, una gara popolare aperta a quanti più concorrenti possibile. Nel grande numero è inevitabile che si verifichino eccezioni, ma il livello di preparazione tecnica è salito. Il messaggio di Favre è passato, nonostante una certa resistenza sugli argomenti ramponi e capi termici. La comprensibile ambizione di portare a termine il prestigioso Mezzalama non deve far dimenticare che si corre sul filo dei 4000 metri, dove le condizioni possono mutare completamente in tempi minimi. Se verso fine aprile un paio di giornate eccezionali avevano permesso ricognizioni in massima libertà, oggi le temperature nella media sono state sofferte da non pochi concorrenti, compreso uno come Kilian Jornet che non è una mammola. Soprattutto, le squadre hanno corso con intelligenza e spirito di collaborazione, un mix che è sempre molto conveniente per tutti.  

IL TROFEO –
E infine il leitmotiv della giornata: il Trofeo Mezzalama 2013 è stato vinto dall’Esercito! Matteo Eydallin, Manfred Reichegger e Damiano Lenzi sono partiti decisi, tentando il tutto per tutto contro il pronostico che registrava la superiorità stagionale di William Bon Mardion, Mathéo Jacquemoud e Kilian Jornet, riunìiti nel Team La Sportiva-Crazy Idea.

Anche il team Camp/Ski Trab di Lorenzo Holzknecht, Michele Boscacci e Pietro Lanfranchi ha attaccato subito il team franco-spagnolo. E al piano del Breithorn le due squadre italiane sono transitate davanti, staccate di un minuto tra loro e con un altro minuto sui tre favoriti della vigilia.   Esercito 1 ha incrementato il vantaggio per tre quarti di gara e ne ha ceduto buona parte solo nell’ultima sezione, fino a far temere una dinamica simile a quella del 2011. Invece gli alpini hanno tenuto duro e conservato il prezioso minuto fino al prato di Gressoney. Un trionfo che vale una stagione!  

Il secondo team italiano è stato risucchiato e poi trascinato nella rimonta dai tre fuoriclasse, e fino a buon punto ci ha anche sperato. Kilian non stava affatto bene, e fosse stato in una gara individuale probabilmente avrebbe anche abbandonato, per una volta. Ma anche queste eventualità fanno parte dello sport, e da quel grande che è ha tenuto duro e concluso senza la minima recriminazione, così come i compagni: dispiacere ammesso chiaramente e sportivamente per la gara regina, dopo una stagione da invincibili.  

Va assolutamente citato lo strepitoso quarto posto del Team Camp di Filippo Beccari, Alessandro Follador e Filippo Barazzuol: la gara perfetta, in crescendo.  

SORPRESA NEL MEZZALAMA DELLE DONNE –
La soddisfazione di una vita da belle atlete ha arriso finalmente a Laura Besseghini e Raffaella Rossi, nel team La Sportiva Women con Elena Nicolini che invece è solo all’inizio della sua carriera. Avevano impostato una gara regolare, nettamente sfavorite dal pronostico rispetto al wonderteam composto dalle tre donne più forti al mondo.

Ma il malessere di una delle tre coequipier ha prodotto conseguenze ancora più devastanti per le superfavorite: Laetitia Roux e Mireia Mirò hanno dovuto gettare la spugna davanti al forte malessere di Gloriana Pellissier. Proprio lei che per tutta la stagione ha costruito piazzamenti impossibili su motivazione e combattività, ha dovuto arrendersi in una gara in cui avrebbe perfino potuto risparmiarsi, almeno un minimo.  

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