GUIDE PRO il guscio tecnico di CIMALP
Il guscio tecnico GUIDE PRO di Cimalp nasce per offrire uno stato esterno robusto e affidabile per l’alpinismo e lo scialpinismo nelle condizioni più impegnative. La combinazione di protezione, resistenza e funzionalità lo rende adatto a chi percorre pendii ripidi e vie alpine con meteo variabile, dove ogni dettaglio conta.
Al centro del progetto c’è la membrana Ultrashell® a tre strati, che garantisce impermeabilità fino a 20.000 mm Schmerber e una traspirabilità di 80.000 MVP. L’acqua resta fuori, mentre il sudore viene evacuato anche durante gli sforzi più intensi, permettendo di mantenere comfort e concentrazione.
Il guscio è studiato anche per gestire al meglio la temperatura in movimento: le zip di ventilazione sotto le ascelle e la cerniera VISLON® YKK a doppio cursore permettono di regolare l’aerazione senza interrompere l’attività. Tasche profonde e compatibilità con imbracatura e casco aggiungono praticità e versatilità, indispensabili in parete o in sui pendii.
Non mancano poi i dettagli tecnici per la sicurezza e la durata nel tempo: il sistema RECCO® integrato aumenta la possibilità di ricerca in caso di emergenza, mentre i rinforzi in Kevlar sulle spalle proteggono dai segni dell’usura e dall’abrasione causati dagli spallacci degli zaini. La vestibilità ampia permette di combinare il guscio con strati intermedi più spessi senza limitare i movimenti.
Il risultato è un capo pensato per chi vuole affrontare la montagna senza compromessi, con protezione affidabile da pioggia, neve e vento e una costruzione che accompagna con sicurezza anche le uscite più tecniche.
Prezzo: 289,90 € ora in offerta a 231,92 €


Arriva la nuova gamma freeride Armada Antimatter
Realizzata in collaborazione con Max Palm, sarà in vendita dall’autunno 2026
Gli obiettivi del progetto sono ambiziosi: un’intera gamma di sci - da 75 a 114 mm al centro - con camber giocoso, ispirato al mondo del freestyle, e shape direzionale, per affrontare i pendii impegnativi full gas, ma anche per essere intuitivi quando si cercano raggi di curva più corti, slash e pop. Parte da questa idea la proposta Antimatter di Armada, che sarà in vendita dall’autunno 2026. Si tratta di una linea di prodotti ampia, che tradisce la visione del mondo free del marchio.
Sviluppata in collaborazione con Max Palm, talentuoso skier svedese, prevede infatti attrezzi di 75, 82, 88, 92, 100, 108 e 114 mm e all’orizzonte si intravedono già il 93 e il 107 per l’inverno 2027. Inoltre la gamma ha un’ampia declinazione al femminile. Non c’è dubbio che lo sci più iconico sia il 114, proprio quello di Max. «Dalle big line impegnative ai momenti più giocosi ispirati al surf, l'Antimatter 114 si adatta perfettamente al mio modo di sciare. Uno strumento che rimane stabile quando le condizioni diventano difficili e giocoso quando il pendio si addolcisce» ha detto il freerider. A livello commerciale uno dei prodotti piu interessanti sembra la versione da 100 mm.
Tutti i modelli Antimatter utilizzano strati metallici chiamati Speedmetal che aggiungono stabilità e smorzamento delle vibrazioni senza compromettere il ritorno di energia e la manovrabilità che rendono divertente sciare. I profili della punta e della coda sono ottimizzati per prestazioni ottimali su neve profonda e variabile, senza sacrificare la versatilità e la giocosità. La forma multiradiale della punta ha un camber che garantisce comunque una buona superificie di contatto e stabilità in condizioni variabili, abbinate a una portanza sufficiente per la neve fresca più profonda. Il raggio della coda più ampio e rettilineo aiuta a far affondare la coda nella neve per condurre ad alta velocità, senza spronfodare troppo, a vantaggio della reattività e giocosità.

Arriva Mojito Re-Shoes, la scarpa progettata secondo i principi dell'eco-design
Da oggi è acquistabile sul sito di SCARPA la Mojito Re-Shoes, una nuova versione dell’iconico modello ispirato al climbing, interamente progettata e realizzata secondo i principi dell’eco-design. Si tratta della prima calzatura che fornisce una soluzione alternativa e circolare per la gestione del fine vita delle calzature all’interno della stessa filiera produttiva, un cambiamento realizzato grazie al progetto LIFE Re- Shoes, coordinato da SCARPA nell’ambito del programma LIFE dell’Unione Europea.
La campagna di raccolta, attiva per due anni all’interno delle reti distributive europee di SCARPA, ha consentito all’azienda di recuperare calzature usate, in quantità sufficienti per produrre 15.000 paia di nuove Mojito Re-Shoes. Un’iniziativa che segna un passo concreto verso l’integrazione del riciclo come pratica strutturale nella filiera produttiva, con l’obiettivo di ridurre l’uso di materie prime vergini, le emissioni e gli sprechi, offrendo una risposta concreta al problema dello smaltimento in un mercato che ogni anno produce circa 24 miliardi di paia di calzature.
Il cuore dell’innovazione è un processo avanzato di idrolisi selettiva, che ha permesso di separare tomaia e suola, decomporre chimicamente la pelle e rigenerarla in nuovo materiale. Le suole usurate sono state macinate e trasformate in nuove intersuole, mentre il nuovo battistrada ed i rinforzi sono stati ottenuti con alte percentuali di materiale riciclato. Nel dettaglio, l’intersuola contiene fino al 35% di materiale proveniente da suole macinate e la suola è composta per il 50% da gomma devulcanizzata, ottenuta dagli scarti produttivi di SCARPA. In generale, le scarpe risultano difficili da riciclare a causa della complessa stratificazione di materiali eterogenei che le compongono, spesso difficili da separare in fase di smaltimento. La
Mojito Re-Shoes, invece, è stata progettata seguendo i principi del design for recycling: sono stati eliminati gli occhielli in metallo, ridotto il numero di materiali utilizzati e impiegate nuove tecnologie, favorendo così la separabilità dei componenti (suola e tomaia). Questo approccio rende a sua volta la Mojito Re-Shoes più facilmente riciclabile a fine vita, senza comprometterne l’estetica e la funzionalità che hanno reso iconico il modello originale. Il processo di riciclo e quello produttivo sono tracciabili digitalmente e accompagnati da un’analisi LCA (Life Cycle Assessment) che fornirà dati puntuali su emissioni, consumo di acqua, energia e sostanze chimiche impiegate nel processo produttivo.
Ad affiancare SCARPA nelle diverse fasi di sviluppo del progetto Re-shoes i partner: Alma Mater Studiorum - Università Di Bologna (test dei materiali e delle calzature, analisi Life Cycle Assessment e design-for-recyling); Rubber Conversion (devulcanizzazione e rigenerazione degli scarti industriali di gomma); Rubbermac.it, (produzione di nuove intersuole e battistrada ottenuti con il materiale riciclato); Innovando (logistica della campagna di raccolta delle scarpe usate e loro tracciabilità); Sciarada Industria Conciaria (idrolisi della pelle e riutilizzo del liquido ottenuto per la concia di nuove pelli); EPSI - European Platform For Sports And Innovation (Networking e promozione).
La Mojito Re-Shoes è in vendita da oggi sulla piattaforma e-commerce di SCARPA e a partire dalla stagione primavera-estate 2026 anche nei negozi fisici.

Il prodotto della settimana: Arc'teryx Rush
Arc’teryx ha sede a Vancouver, in Canada, e la vicinanza dell’Oceano Pacifico crea tempeste perfette, che scaricano metri di neve polverosa trasportati da raffiche di vento impetuoso. Non stupisce che l’abbigliamento per lo scialpinismo e il freeride del marchio canadese sia studiato per le condizioni più difficili. La nuova versione della giacca Rush e l’omonima salopette ne sono il paradigma perfetto. La vestibilità è meno aderente, per agevolare la libertà dei movimenti. Anche quando fa freddo e si aggiunge qualche strato sotto. Merito anche del nuovo tessuto Gore-Tex Pro ePE 80D a tre strati, privo di PFAS aggiunti intenzionalmente e più leggero. Le due tasche al petto sono comode per riporre le pelli o qualche snack e le zip di aerazione sotto le ascelle migliorano la traspirazione durante le salite. La salopette impedisce alla neve polverosa e profonda di entrare, ma ci sono anche qui le zip di aerazione e il collo del piede è a prova di lamine e ramponi grazie ai rifnrozi in Keprotec. Sia la giacca che il pant hanno i nuovi riflettori RECCO, più piccoli. arcteryx.com
LE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO
Giacca:
- Tasche portaoggetti spaziose e due tasche
sul petto per riporre facilmente le pelli e gli
snack tra una discesa e l’altra.
- Cappuccio StormHood regolabile
e compatibile con il casco che segue
i movimenti della testa, per il massimo della
protezione senza limitare la visione periferica.
- Riflettore RECCO di dimensioni ridotte
integrato nel cappuccio per facilitare le
operazioni di soccorso.
- Zip WaterTight sotto le ascelle per una
migliore circolazione dell’aria durante le
attività intense.
- Design articolato progettato appositamente
per lo scialpinismo e vestibilità regular che
permettono di indossare comodamente altri
strati senza rinunciare a libertà di movimento
e comfort.
Prezzo: 800 €

Salopette:
- Aperture di ventilazione con zip sulle cosce
per disperdere il calore in salita.
- Riflettore RECCO di dimensioni ridotte
integrato nelle ghetta per facilitare le
operazioni di soccorso.
- Rinforzi in Keprotec sul collo del piede
per una maggiore protezione da abrasioni
e strappi e resistente ghetta in softshell
elasticizzata per impedire alla neve di entrare
negli scarponi.
- Attacchi per bretelle regolabili per farle
aderire alla perfezione e mantenerle
in posizione.
Prezzo: 750 €

Milano corre con i Giochi Olimpici Invernali
Appuntamento il 21 febbraio con Salomon New Shapers Run, 10 km non competitiva durante l’evento a cinque cerchi
Anche se saranno Giochi olimpici invernali, non sono mancate e non mancheranno le occasioni per portare a Milano i valori dello sport oltre la neve. Per esempio quelli della corsa. Ci ha pensato Salomon, Premium Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, che aveva già ideato una staffetta per cento runner a cento giorni dal via dei Giochi. Ora si guarda a Salomon New Shapers Milano 2026 la corsa non competitiva di 10 chilometri che il prossimo 21 febbraio animerà il centro di Milano durante lo svolgimento dei Giochi Olimpici Invernali. L’evento – promosso da Fondazione Milano Cortina 2026 e patrocinato dal Comune di Milano – rappresenta un’iniziativa senza precedenti: per la prima volta, una corsa urbana aperta al pubblico si svolgerà nel cuore della città durante il periodo dei Giochi Olimpici Invernali. Un’occasione straordinaria che permetterà a 10.000 persone di vivere la città e lo spirito unico dei Giochi Olimpici Invernali da protagonisti.

La Salomon New Shapers Milano 2026 sarà una 10 km non competitiva, pensata per condividere il piacere del movimento. Un percorso urbano – il cui tracciato ufficiale sarà rivelato a breve – guiderà i runner attraverso alcuni luoghi iconici della città di Milano.
«La NewShapers Run è il culmine di anni di lavoro e visione: un sogno che si realizza per far vivere a tutti – e a ognuno – il modo in cui Salomon immagina lo sport: libero, inclusivo, condiviso. Non contano i cronometri, conta l’energia collettiva che muove le persone e genera impatto reale”, dichiara Ilaria Cestonaro, Marketing Manager Salomon Italia».
Lungo il percorso, momenti di intrattenimento e attivazioni accompagneranno i partecipanti, contribuendo a creare un’atmosfera dinamica e coinvolgente. La corsa porta il nome New Shapers perché nasce per celebrare tutte le persone che contribuiscono a dare forma al futuro, dentro e fuori lo sport. Non solo atleti, ma anche la gente comune che, con passione e impegno quotidiano, rende possibili le grandi imprese. Le iscrizioni sono aperte sul sito salomonnewshapersrun2026.it. I posti disponibili sono 10.000. Ad attendere i partecipanti saranno un percorso esclusivo, la t-shirt ufficiale dell’evento e un’esperienza pensata per rendere i Giochi Olimpici Invernali un patrimonio condiviso e accessibile.
Garmin introduce la funzione Nutrition
Disponibile da inizio gennaio in Garmin Connect, permette di visualizzare le calorie bruciate e assunte in un'unica app per scoprire come l'alimentazione influisce sulla salute e sulla forma fisica.
Con questa nuova feature, Garmin risponde a una tendenza che si è andata consolidando negli ultimi anni: l’attenzione verso un’alimentazione sana ed equilibrata, nella quale frutta e verdura prevalgono su zuccheri, carne rossa e cibi pronti e informarsi sulla qualità degli ingredienti diventa un passaggio fondamentale della propria routine alimentare.
Parallelamente, cresce la consapevolezza del ruolo cruciale che un corretto monitoraggio di calorie e macronutrienti ha nel mantenimento dell’equilibrio metabolico, nella prevenzione di sovrappeso e malattie croniche e nella costruzione di uno stile di vita realmente sostenibile. Nonostante la diffusione ancora elevata degli alimenti ultra-processati, il mercato mostra una chiara evoluzione: i consumatori chiedono scelte più trasparenti, naturali e funzionali al benessere quotidiano.
Questa tendenza riflette un cambiamento culturale profondo: mangiare bene non è più solo un’abitudine salutare, ma un investimento nel futuro. Una dieta bilanciata, ricca di nutrienti e adattata ai bisogni personali, contribuisce a un invecchiamento più sano, alla riduzione del rischio di malattie e a una maggiore qualità della vita nel lungo periodo. In questo scenario, educazione nutrizionale, innovazione alimentare e informazione chiara diventano leve fondamentali per sostenere scelte consapevoli e accompagnare le persone verso una vita più lunga, attiva e in equilibrio.
Ed è in questo scenario che Garmin annuncia il più recente di una serie di aggiornamenti per gli abbonati a Garmin Connect+. Nutrition consente infatti di monitorare le calorie e i macronutrienti (proteine, grassi e carboidrati) e di ricevere approfondimenti quotidiani dall'Active Intelligence per raggiungere i propri obiettivi nutrizionali. Grazie al monitoraggio dell’alimentazione in Garmin Connect, che si integra ai dati relativi alla salute e alla forma fisica, si ha a disposizione una visione ancora più più olistica del proprio benessere generale.
Quando si utilizza uno smartwatch Garmin compatibile, si ha a disposizione una rapida panoramica della propria alimentazione, oltre alla possibilità di tenere traccia dei cibi preferiti e di quelli registrati di recente. Inoltre, alcuni smartwatch Garmin con speaker e microfono integrati consentono di aprire l'app Nutrition sul proprio orologio utilizzando i comandi vocali, fornendo un accesso rapido alla registrazione dei cibi.

Monitorare l'alimentazione tramite l'app Garmin Connect per rimanere in linea con i propri obiettivi di salute e fitness è semplice e intuitivo:
- Grazie a un database alimentare globale che include opzioni confezionate, ristoranti e alimenti regionali, è possibile cercare gli alimenti, scansionare i codici a barre o utilizzare la fotocamera di uno smartphone compatibile per il riconoscimento delle immagini basato sull'intelligenza artificiale per registrare gli alimenti.
- Consente di creare alimenti e pasti personalizzati per monitorare i pasti e le ricette.
- Mostra report giornalieri, settimanali, mensili e annuali sulle calorie e sui macronutrienti consumati e ipotizzati come obiettivo, per avere un'idea più chiara dei propri progressi.
- Fornisce consigli personalizzati su calorie e macronutrienti in base all'altezza, al peso, al sesso, al livello di attività e alle calorie medie attive. Questi obiettivi possono anche essere personalizzati in base ai propri target di salute, come aumentare l'apporto proteico giornaliero.
- Condivide approfondimenti dall’Active Intelligence basati sull'intelligenza artificiale, per comprendere meglio come l'alimentazione influisce sulla salute e sull'allenamento. Per esempio, indicano come la qualità del sonno sia stata influenzata dal mangiare a tarda notte e incoraggiano a riflettere ed eventualmente modificare le proprie abitudini, qualora sia necessario.
- Consente di aggiungere dettagli nutrizionali alla dashboard delle prestazioni per avere consapevolezza di come l'allenamento e le prestazioni sono influenzati dalle calorie consumate e dai macronutrienti assunti.
Design outdoor: il difficile equilibrio tra funzione e look
Intervista al responsabile dei Prowinter Award 2026 dedicati al mondo outdoor
Cresce l’attesa per l’assegnazione dei Prowinter Award, i riconoscimenti assegnati da una giuria multidisciplinare nell’ambito della manifestazione in programma a Bolzano dall’11 al 13 gennaio. I premi riguardano i prodotti del mondo dello sci e dell’outdoor e si basano su un sistema di valutazione articolato in sette criteri: innovazione, vendibilità, tecnologie, design, funzionalità, storytelling e responsabilità ambientale, quest’ultima introdotta come novità per l’edizione 2026.
Per i premi del mondo outdoor, la giuria è guidata da Fabio Deon, professionista con una lunga esperienza nella progettazione di prodotto e fondatore di uno studio di design e consulenza attivo dal 1996. Il criterio legato alla responsabilità ambientale è stato inserito con un coordinamento tecnico dedicato, mentre Deon porta nel confronto anche il punto di vista maturato nel lavoro quotidiano con le aziende e nel ruolo di componente del direttivo della Fondazione Sportsystem.
L'introduzione della sostenibilità come criterio si inserisce in una discussione più ampia e importante, all'interno di un mondo che non può più permettersi di “non essere sostenibile”, almeno a livello di comunicazione. Come avete affrontato l'argomento?
«L’introduzione della responsabilità ambientale come criterio di valutazione nasce dalla volontà di avviare un percorso serio e credibile. In questa fase il suo peso all’interno del giudizio complessivo è stato volutamente calibrato: non per ridurne l’importanza, ma per accompagnare il settore in una fase di crescita e di maggiore consapevolezza.
La sostenibilità è un tema complesso, che coinvolge materiali, processi produttivi, prestazioni, costi e durata del prodotto. Proprio per questo non ci siamo limitati a una lettura puntuale del singolo articolo, ma abbiamo cercato di osservare anche la visione complessiva dell’azienda e l’attenzione reale che dimostra verso questi aspetti.
L’obiettivo non è creare una distinzione rigida tra chi è già strutturato e chi è all’inizio di questo percorso, ma stimolare una riflessione condivisa e positiva, destinata a diventare sempre più centrale nel tempo».
Come viene fatta la selezione dei prodotti e come è composta la giuria?
«La giuria ha avviato una selezione particolarmente rigorosa, che considero un segnale di qualità e di attenzione verso il valore dei prodotti premiati. Il livello delle candidature è stato elevato e questo ha richiesto un lavoro di valutazione approfondito, basato su criteri chiari e condivisi.
Il valore dei Prowinter Award sta anche nella pluralità delle competenze presenti in giuria: esperti di prodotto, professionisti che operano sul campo e rappresentanti del mondo retail. Questo permette di leggere il prodotto in modo completo, tenendo insieme progetto, funzione e reale utilizzo».
Il design riveste un ruolo importante nei prodotti del mondo outdoor, sia sotto l'aspetto funzionale che sotto quello del look puro. Sulla base di quali principi valutate questo aspetto?
«L’outdoor è, per sua natura, il mondo del design funzionale: la forma nasce dalla funzione. Allo stesso tempo è evidente che oggi una parte crescente di consumatori, anche nei negozi specialistici, è molto attenta all’estetica, alle proporzioni e al linguaggio visivo dei prodotti.
Questo non significa mettere in secondo piano la tecnica, che resta imprescindibile, ma riconoscere che il mercato si sta evolvendo. I produttori di prodotti tecnici sono chiamati sempre più a dialogare anche con questi nuovi codici, mantenendo però intatta la qualità progettuale. In questo senso il design diventa un elemento di sintesi tra funzione, identità e vendibilità».
E l'aspetto prestazionale?
«Parliamo di prodotti destinati ad ambienti dove la prestazione è fondamentale. Allo stesso tempo credo che, come è successo per la sostenibilità, anche il concetto di performance sia stato talvolta semplificato nella comunicazione.
La vera prestazione è quella che risponde a un’esigenza reale, che funziona nel tempo e che nasce da un progetto coerente. Non è solo una questione di spingere il limite tecnico, ma di offrire soluzioni affidabili, comprensibili e realmente utilizzabili sul campo».
Dove ci sono gli esempi più interessanti di design e innovazione in questo momento?
«Gli esempi più interessanti di innovazione emergono spesso dove il design è chiamato a risolvere problemi concreti: ergonomia, protezione, integrazione di materiali avanzati, sistemi che migliorano l’esperienza dell’utente in modo reale.
È in questi ambiti che il design esprime il suo valore più autentico, traducendo complessità tecnica in funzionalità, semplicità d’uso e affidabilità nel tempo».
Un’altra traversata delle Alpi con gli sci
Thomas Séramour è partito dall’Austria il 31 dicembre: direzione Mentone, in Costa Azzurra
Si chiama Thomas Séramour, è un accompagnatore di montagna francese e lo scorso 31 dicembre è partito da Losenheim, in Austria, per la traversata delle Alpi in compagnia della collega Elisa. Punto d’arrivo: Mentone, in Costa Azzurra.
I numeri? 1.650 km e 120.000 m D+. Thomas, che secondo gli ultimi aggiornamenti è arrivato all'ottava tappa, a Eisenert, prevede 22 notti in tenda, 44 in bivacco, 8 in rifugio e 22 a valle. Peso medio dello zaino: 18 kg. Séramour non è nuovo imprese simili: nell’estate 2020 ha attraversato a piedi le Alpi, dal Lago di Ginevra a Nizza, per un totale di 580 km e 34.000 m D+.

Nel 2018 Bernhard Hug, David Wallmann, Philipp Reiter e Janelle e Mark Smiley avevano realizzato la traversata da Vienna a Nizza (Red Bull Der Lange Weg, 1.721 km e 90.000 m D+) in 36 giorni, sulle tracce del team austriaco del 1971 composto da Robert Kittl, Klaus Hoi, Hansjörg Farbmacher e Hans Mariacher. La versione italiana della traversata, da Tarvisio al Col di Nava, per un totale di 1.700 km e 136.000 m D+, è stata portata a termine nel 1956 dal gruppo formato da Fortunato Donini (alternatosi ad Alberto Righini, fermato da un congelamento), Catullo e Bruno Detassis e da quello di Walter Bonatti, Luigi Dematteis, Alfredo Guy e Lorenzo Longo. I due gruppi erano partiti separatamente per poi firmare un accordo per proseguire insieme fino al Col di Nava, pur mantenendo autonomi i due team.
© Thomas Séramour
Regali di Natale: RAB Microlight Jacket

Si cerca sempre di più il capo versatile, da usare per le nostre passioni outdoor, ma anche in viaggio e, perché no, in città. Microlight Jacket di RAB è una giacca in piuma leggera (407 g) da usare ogni giorno, che si stia andando in falesia, in vetta o ovunque nel mondo. E un'idea interessante per i regali di Natale. Indicata in particolare per arrampicata ed escursionismo, è perfetta per un utilizzo tutto l'anno e per avere un ingombro minimo, è facile da indossare a strati o da riporre nello zaino. È realizzata con micro-baffle su corpo e spalle, mentre i baffle nano più piccoli sotto le braccia migliorano la traspirabilità. Imbottita in piuma e rifinita con tessuto esterno in nylon riciclato Pertex Quantum (è riciclata anche la fodera in poliammide), è leggera, traspirante, calda e antivento. Tra le feature, collo alto per proteggersi dal vento in cresta e tre tasche con zip per tenere gli oggetti essenziali sempre a portata di mano. L'isolamento è in piuma riciclata 700 fill-power con trattamento idrofobico Nikwax (resistente all’acqua).
Caratteristiche tecniche:
• I tessuti in nylon ripstop Pertex® Quantum sono morbidi e comprimibili
• Costruzione a baffle micro e nano differenziati, tramite cuciture passanti
• Colletto aderente imbottito in piuma
• Tasche per le mani con zip YKK® e ampia tasca sul petto con zip
• Polsini elasticizzati internamente e orlo regolabile con cordino
• Isolamento: piuma riciclata 700 fill-power con trattamento idrofobico Nikwax (resistente all’acqua) — 134 g nella taglia L
• SS23 – colore Light Khaki: tutte le tirette delle zip saranno aggiornate al colore Sahara. Anche il logo Rab e le piume verranno aggiornati allo stesso colore
• Vestibilità: Regular
• Lunghezza centro schiena (taglia L): 76 cm / 30 pollici
• Tessuto principale: nylon riciclato 30D Pertex Quantum, 50 g/m², con DWR
• Composizione: 100% poliammide riciclata esterna, con fodera 100% poliammide riciclata
• Fodera: nylon riciclato 20D, 38 g/m²
• Peso: 407 g
Fondata nel 1981 nel cuore delle spedizioni alpinistiche britanniche, Rab è oggi riconosciuta a livello internazionale per la qualità, l’innovazione tecnica e un approccio responsabile alla produzione. Ogni prodotto è creato per resistere agli ambienti più estremi, con una cura dei dettagli che nasce dall’esperienza reale di chi la montagna la vive ogni giorno.
Alla base ci sono anche valori come la sostenibilità e la trasparenza. Rab continua a innovare con progetti come le Material Facts, schede che raccontano in modo chiaro l’impatto ambientale di ogni prodotto impegnandosi a diffondere questa consapevolezza e promuovendo una cultura dell’outdoor più responsabile. La montagna è fatta di legami forti, di fiducia e di visione e il claim The Mountain People contiene tutte queste caratteristiche.
L’Italia si candida a capitale delle fiere Outdoor
A tu per tu con Geraldine Coccagna, brand manager di Prowinter
La fiera Prowinter, in programma dall’11 al 13 gennaio a Bolzano, si candida sempre più a evento invernale b2b di riferimento per il mondo dell’outdoor. Un’esposizione che, dopo 26 edizioni, si trova in una posizione privilegiata nel panorama fieristico europeo di settore, mentre altri eventi hanno subito trasformazioni profonde e sono in difficoltà. «Abbiamo sempre cercato di essere concreti nell’offerta: costi abbordabili, un target molto definito, legato alla montagna, e soprattutto abbiamo sempre dialogato con le aziende. Anche il cambio di data di qualche anno fa è il frutto della collaborazione con le principali aziende espositrici, fino a ora siamo riusciti a interpretare bene le esigenze dei marchi» esordisce Geraldine Coccagna, brand manager dell’evento di Bolzano, con la quale abbiamo fatto il punto sulle principali novità e i trend.
C’è qualche mercato europeo su cui puntate di più?
«Abbiamo puntato sulle aree vicine di lingua tedesca, Austria e Germania soprattutto, poi la Scandinavia, che si è sempre mossa per venire a ISPO e ora ha scelto Prowinter come fiera di riferimento. Crediamo anche nei Paesi dell’Est: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia. Sono già clienti importanti per le nostre località sciistiche e ci sono diversi marchi del settore, però non hanno una fiera di riferimento».
Anche nel 2026 riproporrete i Test Days di Carezza. Cosa avete imparato dall’esperienza di questi anni e quali novità ci sono?
«Le decisioni strategiche le sta prendendo il Pool Sci Italia. Nella prima edizione avevamo inserito anche lo scialpinismo, ma le aziende che hanno esposto hanno segnalato che in tre giorni il programma era troppo intenso e i negozianti coinvolti erano interessati prevalentemente ai prodotti da pista. Dall’anno scorso, concentrandosi solo sugli sci da pista, si è lavorato meglio e la risposta dei negozianti è stata positiva. Avere i test e la fiera insieme ha richiesto un impegno da parte dei punti vendita, però in pochi giorni hanno avuto la possibilità di concentrare tutte le attività».
Dall’anno scorso avete aperto all’outdoor. Quanto incide sulla crescita della fiera questo segmento?
«Già l’anno scorso la collaborazione con l’Italian Outdoor Group è stata molto utile. Da questa edizione apriremo per la prima volta anche un secondo padiglione interamente dedicato all’outdoor con 90 espositori (130 nel settore dedicato allo sci in pista). Possiamo dire che il 40% della fiera è già legata al mondo outdoor. Aprendo il secondo padiglione abbiamo registrato un aumento di 50 espositori rispetto all’anno scorso. Il 30% di tutti gli espositori presenti sono stranieri».
Siete nati come fiera del noleggio, qual è lo stato di salute del segmento in Italia?
«Con il nostro osservatorio Prowinter Lab abbiamo un rapporto diretto con il settore: c’è sempre più qualità. Il numero dei noleggi, soprattutto dopo la pandemia, è diminuito, però molti negozi hanno fatto un salto nella digitalizzazione e nella qualità dei prodotti e dell’esperienza proposta. Credo che in futuro ci sarà sempre più polarizzazione attorno alle strutture più grandi e qualitative, è un’evoluzione normale del mercato. Quello italiano è cresciuto e si è avvicinato ai più maturi, come la Francia, anche grazie alla sempre maggiore presenza di turisti in arrivo da lontano, in aereo, nelle località sciistiche».
Vedete qualche attività più in salute e altre in difficoltà tra gli sport outdoor invernali?
«Lo sci alpino tiene, lo scialpinismo ha avuto un trend positivo e un boom con la pandemia, poi la crescita si è arrestata per effetto di questo grande boom, ma i numeri sono sempre importanti ed è una realtà dinamica. Lo snowboard è stabile, forse in leggera crescita: anche in questo caso c’è stato un boom con il Covid, che ha cannibalizzato la crescita negli anni successivi. Lo sci di fondo ha una presenza costante in fiera».
Il mondo cambia in modo sempre più veloce, come sarà il panorama fieristico outdoor tra cinque anni?
«Come non so, dove sarà, in Italia. Ci candidiamo a capitale dell’outdoor grazie alla fiera Outdoor di Riva del Garda, che ha appena fatto un accordo con l’European Outdoor Group per diventare la fiera di riferimento estiva. Noi abbiamo il pieno supporto dell’Italian Outdoor Group e dei marchi scandinavi, ma abbiamo contatti con diversi altri outdoor group nazionali. Non crediamo che Amsterdam, nuova sede di ISPO dal 2026, potrà diventare facilmente un riferimento per il panorama degli sport invernali. È importante fare sistema, per fortuna con gli organizzatori degli Orbdays di Riva abbiamo una bella collaborazione, ma anche con il Pool Sci Italia e le organizzazioni nazionali, noi ci crediamo».
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Prowinter diventa sempre più internazionale
Appuntamento a Fiera Bolzano dall’11 al 13 gennaio. Ci sarà anche lo Scandinavian Village.
La fiera Prowinter di Bolzano è diventata l’appuntamento B2B di riferimento per il mondo dell’outdoor e degli sport invernali. L’appuntamento per il 2026 è a Fiera Bolzano da domenica 11 a martedì 13 gennaio (ventiseiesima edizione) con un format rinnovato, sempre più internazionale.
Tra le novità, l’apertura di un intero padiglione, che ospiterà lo Scandinavian Village, accanto all’Italian Outdoor Village. Un simbolo concreto dell’incontro tra Nord e Sud dell’Europa, dove le eccellenze internazionali del settore potranno confrontarsi in un unico momento e spazio.
Tra le altre novità del 2026 anche la partecipazione di numerosi marchi internazionali che esporranno direttamente con le proprie sedi centrali, e non più solo attraverso distributori o rivenditori italiani. Stöckli, Kästle, Ziener, Reusch, Hestra e Montura sono solo alcuni dei nomi che hanno già confermato la propria presenza con stand ampliati e team europei, rafforzando così l’identità sempre più globale di Prowinter. Una scelta che rende la fiera altoatesina un punto di riferimento anche per i professionisti di Germania, Austria, Scandinavia, area Benelux e Est Europa, interessati a incontrare direttamente i decision maker delle aziende.

©Marco Parisi
Un altro forte focus di questa venticinquesima edizione sarà la sostenibilità. Fiera Bolzano, già certificata EarthCheck Silver, prosegue il proprio percorso per diventare il centro espositivo più sostenibile d’Italia, integrando principi ESG in ogni fase organizzativa dell’evento. Durante Prowinter 2026, si terranno due importanti appuntamenti dedicati alla tematica nella filiera degli sport invernali: il Winter Sports Sustainability Network Meeting e lo Ski Industry Climate Summit (hosted by Atomic in collaborazione con Protect Our Winters Europe - POW e Wintersports Sustainability Network - WSN), che riuniranno aziende, esperti e istituzioni per discutere strategie e buone pratiche per il futuro del settore.
Inoltre, il Prowinter Award 2026, giunto alla quarta edizione, introdurrà per la prima volta un membro esterno della giuria dedicato alla valutazione della sostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi: un segno concreto dell’impegno verso un approccio sempre più responsabile e trasparente. Continua anche l’esperienza dei Prowinter Test Days, powered by ITASnow e organizzati da Pool Sci Italia, in programma lunedì 12 e martedì 13 gennaio a Carezza, che rimangono uno dei momenti più attesi della manifestazione, dove oltre 250 professionisti potranno provare in anteprima le novità della stagione 2026/2027.
A completare il programma, il Prowinter Party, evento aperto a tutti gli espositori e visitatori, che animerà la prima serata di manifestazione con sessioni di networking, pensate per favorire scambio e ispirazione tra aziende, professionisti e media di settore. Da evento dedicato principalmente al noleggio, Prowinter si è evoluta fino a diventare una fiera B2B di riferimento per l’intera filiera della montagna d’inverno. I ticket sono già disponibili online sul sito Prowinter.it
Per Vedrines, Lustenberger & co arriva l’Advanced Mountain Kit
Una collezione di 24 pezzi firmati The North Face per spedizioni e imprese al limite
Fa parte della Summit Series (che festeggia 25 anni) e si chiama Advanced Mountain Kit la nuova collezione nella collezione The North Face dedicata agli atleti élite. È una gamma di 24 pezzi tra abbigliamento, attrezzatura e calzature, pensata progettata con un’attenzione particolare a peso, vestibilità, comprimibilità e durata e si profila come il sistema tecnicamente più avanzato del brand per le spedizioni fast & light in alta quota.
Una collezione Athlete Tested, Expedition Proven visto che i prototipi sono stati utilizzati da diversi membri del team di atleti The North Face, tra cui Benjamin Védrines sul K2 e Christina Lustenberger nella prima discesa con gli sci sulla parete Sud del Mount Robson.
Kit specifico per donna
Le donne hanno da tempo infranto barriere sulle vette più alte del mondo, ma fino a oggi non avevano mai avuto un kit progettato specificamente per le loro esigenze. L’Advanced Mountain Kit è stato sviluppato in collaborazione con Christina Lustenberger e Chantel Astorga, e presenta modelli su misura e mappature termiche basate su test specifici per il corpo femminile.

Teoria del layering
Il nuovo Advanced Mountain Kit si basa su un sistema modulare di stratificazione che garantisce la massima versatilità in un’ampia gamma di attività alpine, tra cui lo scialpinismo. Gli atleti possono aggiungere o rimuovere facilmente gli strati per adattarsi ai cambiamenti climatici, mantenendo il controllo preciso su calore, protezione e mobilità anche negli ambienti più difficili.
Innovazione nei materiali
Il kit integra una serie di tecnologie proprietarie sviluppate per migliorare la resistenza senza compromettere leggerezza e comprimibilità. I filati Spectra, più resistenti dell’acciaio, garantiscono una durata eccezionale nei tessuti ultraleggeri, mentre l’isolamento Cloud Down elimina i punti freddi e offre ora una maggiore versatilità nelle versioni mid-loft.
La nuova membrana FUTURELIGHT elettrofilata garantisce impermeabilità e traspirabilità prive di PFAS, rinforzata con Spectra e Nanoreflect per una protezione e una termoregolazione senza precedenti. L’isolamento 50/50 migliora l’efficienza termica grazie a un esclusivo rivestimento in alluminio-titanio che riflette il calore corporeo, mentre il nuovo DotKnit Wool combina le proprietà naturali della lana – controllo degli odori e prestazioni termiche – con una gestione ottimale dell’umidità per il massimo comfort a contatto con la pelle.

Una collezione completa per le condizioni più estreme
La collezione da 24 pezzi copre l’intera gamma di esigenze per le spedizioni alpine più impegnative: dagli strati isolanti ultraleggeri come il Cloud Down Parka e la 50/50 Hoodie, alla protezione impermeabile dei gusci FUTURELIGHT, fino ai baselayer tecnici DotKnit Wool e all’attrezzatura da spedizione come lo zaino Summit Advanced Pack, il Duffel da 135 litri, la tenda Assault 2 e il sistema di riposo SUPERLIGHT. Non mancano gli scarponi Summit Verto FA, con chiusura BOA e due paia di fodere DotKnit™ intercambiabili permettono una regolazione ottimale della temperatura sia in ambienti freddi che caldi. Ogni elemento è stato progettato con un unico obiettivo: prestazioni ai massimi livelli negli ambienti più estremi del pianeta.
© Mathis-Dumas - The North Face












