Dawa Sherpa, dal cantiere all'Atlante

Il vincitore della TDS sta preparando una gara in Marocco

Dawa Sherpa, ovvero come vincere una Ultra-trail du Mont Blanc, una Traces des Ducs de Savoie (a 42 anni suonati) e fare una vita da persona comune. Nessun allenamento personalizzato, nessuna tabella, poco tempo. «Mi alleno solo nel fine settimana, un giorno, non contano i chilometri e le ore, faccio quanto riesco, magari tre ore, quattro, anche cinque». Se bastasse, saremmo tutti campioni. «Certo – mi dice con quella naturalezza e tranquillità che hanno solo i forti di spirito – lavorando in un cantiere edile mi alleno tutti i giorni, magari, invece di camminare tra un piano e l’altro, cerco di correre e poi faccio comunque un lavoro che impegna il fisico». Nepalese, Dawa vive ormai a Ginevra e nei fine settimana corre da una cima all’altra. Cinque giorni prima della TDS ha corso 80 chilometri sui Pirenei, vincendo, ora si sta allenando per l’Eco Trail Sommans del 16 settembre e per l’UTAT, Ultra Trail Atlas Toubkal, a ottobre in Marocco, infine anche i Templiers, per chiudere in gloria. Gli chiedo quali sono state le sensazioni in gara. «Le condizioni erano buone, non ho avuto troppa pioggia, in discesa si scivolava un po’ ma andava bene così». TI abbiamo visto fermarti a lungo ai rifornimenti, anche 20 minuti… «Ho preso il mio tempo, cinque volte mi sono cambiato la maglietta». Che cosa mangi nella vita di tutti i giorni? «Mangio normalmente, di tutto, evito solo la carne rossa il giorno prima della gara, non si può avere una dieta rigida e allenarsi molto, io faccio gare da 16 anni e non ho mai avuto un infortunio e credo che l’equilibrio tra alimentazione e allenamento sia importante» dice Sherpa che è anche stato nove anni in un monastero buddista.

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