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Nella foto: la squadra dell'Esercito al Mezzalama ©Stefano Jeantet

Mezzalama, tanto rumore per nulla

26/04 | di Redazione © RIPRODUZIONE RISERVATA

Resta confermata la classifica finale

Si continua a parlare di Mezzalama. Perché? Una nota dell’Ansa riporta che ‘La squadra vincitrice del 21° Trofeo Mezzalama sbaglia strada e divampa la polemica sul web per la mancata eliminazione e sull'assegnazione del titolo. Su Facebook c'è chi sostiene che la grande classica di scialpinismo "è stata vinta da Killian" Jornet Burgada, Werner Marti e Martin Anthamatten, arrivati secondi a distanza di poco più di 2 e minuti dalla pattuglia del Centro sportivo esercito formata Damiano Lenzi, Michele Boscacci e Matteo Eydallin. Gli alpini hanno infatti commesso un errore di percorso in fase di discesa seguendo il tracciato tradizionale della gara anziché la variante decisa dall'organizzazione all'ultimo momento per motivi di sicurezza’. Ma cosa è successo? Noi eravamo lì all’arrivo e dunque abbiamo visto Kilian e compagni parlare con Adriano Favre, la squadra dell’Esercito, compreso il colonnello Mosso. Di un possibile taglio solo si vociferava: Kilian non ne ha parlato in nessuna intervista, non è stato fatto alcun ricorso, c’è stata la premiazione ufficiale, la classifica finale, firmata dai giudici. Per noi dunque caso chiuso. Adesso è riesploso nei commenti social. E allora abbiamo sentito Matteo Eydallin, perché? «Perché ero io davanti alla squadra in quel momento e la responsabilità è mia. Ho seguito solo il percorso originale del Mezzalama, quello che conosco bene. Non ci sono state date indicazioni nel briefing, non ho visto fettucce o transenne, c’erano tante persone, ma nessuna che mi sembrava ‘riconoscibile’, per esempio con una pettorina del Trofeo Mezzalama. Non posso seguire le indicazioni di qualcuno senza sapere se sia dell’organizzazione. Ho preso quella strada in assoluta buona fede, perché pensavo fosse quella giusta: avevo già sbagliato nel 2009, ma la stavo allungando e lì nessuno ha detto nulla…».
E cosa ne pensa il direttore di gara Adriano Favre? «Ho ricevuto la segnalazione da un carabiniere che era lì in quel preciso passaggio e doveva indicare la direzione, visto che avevamo cambiato percorso perché nel traverso c’era troppa poca neve per garantire il passaggio in sicurezza di tutte le squadre e avevamo inserito il tratto in skating. La squadra dell’Esercito ha seguito una parte della traccia e poi è tornata sul percorso originario. Un vantaggio minimo che non ha deciso la gara. Certo ci poteva stare anche la squalifica a termini di regolamento, ma Kilian per primo, dopo aver parlato con me, mi ha detto che non voleva vincere il quel modo, da campione qual è. Abbiamo creduto alla buona fede degli atleti e confermato la classifica».
Anche per la Fondazione Trofeo Mezzalama il caso è chiuso come si legge nella nota che ‘porta a conoscenza di aver confermato l'ordine di arrivo delle squadre prime classificate alla XXI edizione del Trofeo, senza comminare alcun tipo di penalizzazione. La decisione è stata presa collegialmente dal direttore tecnico della gara e dal giudice incaricato Grande Course, che erano stati prontamente informati da parte del carabiniere sciatore addetto alla deviazione di percorso alla diga di Zindre, di un mancato rispetto delle indicazioni da parte della squadra C.S. Esercito 1, in quel momento in testa alla competizione. Il direttore tecnico si è tempestivamente recato in zona arrivo per informare del fatto la squadra seconda classificata e potenzialmente danneggiata. Ottenuta assicurazione della non intenzione di procedere con un reclamo ufficiale, in quanto essi stessi coscienti del fatto che la variazione di percorso intrapresa dalla compagine C.S.Esercito 1 non avesse portato loro alcun ulteriore vantaggio, ha confermato l'ordine di arrivo.
Pur censurando il comportamento della squadra del Centro Sportivo Esercito, la Direzione di Gara ha ritenuto eccessiva un'eventuale penalizzazione temporale o ancor più una squalifica in quanto, analizzati i fatti, la variazione di percorso si presentava accidentata, scarsamente innevata e a potenziale rischio di rottura materiali per gli ostacoli presenti.
A ulteriore chiarimento, si precisa che la variante di percorso che ha ingenerato l'azione della squadra del Centro Sportivo Esercito è stata già percorsa in precedenti edizioni del Trofeo Mezzalama che presentavano scarso innevamento (anche nell'edizione 2015, in salita). Si conferma altresì di non averne fatto specifica menzione al briefing tecnico della sera precedente e di aver predisposto un posto di controllo composto da tre addetti, proprio al fine di offrire il massimo supporto agli atleti. Con la speranza di aver chiarito in modo esaustivo la questione, consideriamo concluso lo spiacevole episodio, augurandoci per il futuro un sempre maggiore rispetto delle indicazioni che vengono date anche in corso di gara, con il solo fine di tutelare l'incolumità dei partecipanti
’.
 

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